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LA PARTITA ALLO STADIO

 Il calcio inteso come sport, per noi italiani è molto importante, tanto da farci incorrere in situazioni a dir poco assurde come è capitato a me e mio figlio, quando da ragazzino, lui giocava nella squadra degli “esordienti” nel comune dove abitiamo.

Era da tempo che mio figlio mi chiedeva di portarlo a vedere la Juventus a Udine in occasione della partita di campionato contro l’Udinese; purtroppo non era facile per il fatto che lui, giocando le partite della sua categoria alla domenica mattina, era libero troppo tardi per riuscire in tempo ad essere a Udine per l’inizio partita. Una domenica decisi all’ultimo istante di andarci, così mangiammo qualcosa in fretta e partimmo anche se avevamo l’incognita dei biglietti; una volta la, in qualche maniera speravo di trovare la soluzione. Non trovammo tanto traffico ed in poco tempo fummo la, al che mi recai subito alle biglietterie ma trovai, nonostante ci fosse gente dentro, tutto chiuso per esaurimento biglietti; cercai allora un “bagarino”, anche se sapevo che avrei pagato molto di più; lo trovai, guarda caso subito, e per di più aveva anche i biglietti che mi servivano, due distinti laterali (desideravo che mio figlio vedesse bene la sua prima partita di serie A), ma subito dopo aver pagato feci caso che un biglietto era per il settore nord e l’altro per il settore sud. Subito capii che non mi avrebbero mai lasciato entrare in coppia, sia da una parte che dall’altra.concerto-allo-stadio-friuli.jpg

Molto preoccupato mi girai cercando con lo sguardo di rintracciare il bagarino ed in mezzo a una marea di gente ebbi la fortuna di intravederlo; presi mio figlio e corsi da lui prima di perderlo di vista. Lo redarguii e gli feci presente che avrebbe dovuto capire che avevo con me un bambino di 10 anni e non un adulto. Mi rispose che non mi dovevo agitare e che non c’era alcun problema, così mi prese dalle mani i biglietti e si recò presso la biglietteria a cui io avevo invano bussato prima; qualcuno aprì e gli cambiò un biglietto, ritornò e mi disse sempre con il suo accento meridionale: - Guagliò, te l’avevo detto che non c’era problema!

Purtroppo non potevo pretendere di trovare il biglietto con il numero vicino all’altro e così ci guardammo la partita occupando un solo posto, tenendo mio figlio sulle mie ginocchia, ed è stato più bello per me!

Alla fine della partita, di cui non ricordo nemmeno il risultato, ritornammo a casa e strada facendo chiesi a mio figlio che impressione avesse avuto della partita e di quell’ambiente: mi disse che era proprio come l’aveva sempre sognato, quel momento, ma anche che era un mondo a dir poco”strano”, visto quel che ci era capitato. La domanda che mi fece: - papà  perchè quando abbiamo bussato noi, nessuno ci ha aperto, nonostante vedevamo che c’era qualcuno dentro e poi invece hanno aperto a quel signore, cambiandogli il biglietto? …

Da quella volta non ci sono più andato a vedere una partita di calcio professionista, mentre mio figlio c’è andato qualche volta con degli amici, procurandosi prima i biglietti, però.

Ho anche ulo-stadio-friuli-1.jpgna figlia che oggi ha 33 anni, sposata; lei e mio genero mi hanno donato una felicità immensa dandomi un nipotino, Tommaso; fra poco anche lui chiederà  di vedere una partita fra  campioni di serie A, ma sarà suo papà  questa volta a raccontare un’altra storia.

Mio figlio ora ha 28 anni, lavora nell’azienda di famiglia ed in tutti questi anni è riuscito a darmi delle belle soddisfazioni: - oltre che a vincere a livello scolastico (scuola media e media superiore) delle medaglie d’oro e d’argento, a livello provinciale e regionale, nelle specialità di corsa campestre e mille metri, partecipando anche alle finali studentesche a Catania; è stato anche campione d’Italia nell’anno 2000, con la squadra di calcio juniores del comune, dove io da ragazzino sognavo di poter giocare (mia madre venne due volte al campo con il bastone per farmi desistere e ci riuscì, purtroppo).

Da tutto ciò mi viene una considerazione da fare: - nonostante, in età  più giovane, avessi avuto dei rimpianti per non aver potuto fare sport, penso proprio di essere stato molto fortunato nella vita. L’amore di mia moglie e dei miei figli, le emozioni che loro mi hanno fatto provare, le belle soddisfazioni che il mio lavoro mi ha dato, valgono in assoluto molto di più di quelle che avrei potuto provare nel partecipare o assistere a qualsiasi grande evento sportivo. Inoltre sono felice che anche i miei figli abbiano capito quali siano le vere mete da raggiungere nella vita.