Categorie

 

Dicembre 2019
L M M G V S D
« Gen    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Links:

Archivi

Pagine


Archivio della categoria 'Passatempo'

L’ORTO

spesa annullata anzi, piacere per gli occhi e al palato, fatica spontanea

L’orto si può considerare una buona “palestra” che ha un “costo” ben superiore a quelle vere; intendo dire quelle con tanti attrezzi ginnici e con il Personal Trayner che ti aggiorna sempre il programma degli esercizi, nonchè ti informa delle novità  da aggiungere al tuo pacchetto già  pinguo.

L’orto è palestra di vita in tutti i sensi; tanti dicono che non vale la pena  fare tanta fatica, perchè quando puoi iniziare a raccogliere i prodotti, al supermercato gli stessi, costano davvero poco.

Non sono di quell’idea per diversi motivi: l’orto è un’impegno che ti occupa per tutto l’anno con delle pause che puoi fare, se vuoi, nel periodo invernale; tra concimare, dissodare, seminare, piantumare, togliere le erbacce, raccogliere il prodotto, e poi ancora tutto da capo perchè le stagioni incalzano e si cambiano i prodotti da coltivare, come dovrà  riposare la terra, anche chi la lavora ne avrà  bisogno.

Se andiamo a valutarne il vero costo in euro, un attento amministratore bloccherebbe subito quel tipo di “produzione”, esattamente come fà  ad esempio l’ente per l’energia elettrica che piuttosto di sforzarsi a produrre l’energia a prezzi giusti per l’utenza, acquista direttamente dall’estero ciò di cui ha bisogno, così gli rimangono, secondo qualcuno, tempo e denaro per fare chissà quante altre “cose”, compreso dare il premio di produzione ai dipendenti, quando le punte di consumo salgono, tanto i “finanziatori” continuano nelle loro attività  ricreative che sono più convenienti che fare l’orto.

Ma vuoi mettere la soddisfazione che si prova a mangiare un pomodoro nell’orto, o un cetriolo, o una fragola, o un ravanello! Senza contare che tu facendo l’orto non sei andato in giro con l’auto, così non puoi aver speso soldi, se non quelli investiti sull’orto; non sei andato in palestra e non ci andrai perchè sarai stanco, così non incontrerai il Personal Trayner che proverà  a spillarti altri quattrini.

Mia moglie non è  sempre convinta di questo e dice che poi deve spendere soldi dal fisioterapista per via dei dolori articolari, dimenticandosi quanti ne ha spesi nostro figlio da medici, fisioterapisti e massaggiatori, per fare il calciatore e i vari sport che per un giovane sono sempre meglio di un orto…

Finchè uno ne ha la possibilità però!

IL GIARDINO DI MIA MOGLIE

giardino, orto, fiori e colori, passatempo

Il nostro giardino è “naif”, nel senso che non segue nessuna moda o indicazione di esperti; è curato nelle minuzie da mia moglie, mentre io mi occupo sopratutto di piantumare, potare e concimare.

Circa 25 anni fa acquistammo una casa in campagna, quasi nuova e con un’area di pertinenza di mq 2.300; iniziammo subito a modificare ciò che c’era perchè abbastanza caotico e non curato.

Mantenemmo tutte le piante di alto fusto: - 3 pini marittimi; 2 cedri; 1 magnolia; 2 abeti argentati; 2 tuie. Facemmo subito delle aiuole: - 3 con circa 50 metri con rose variopinte; 4 con fiori e botanica varia. Poi con delle siepi, di lauro e di gelsomino demmo un pò di privacy al giardino.

Con ulteriori modifiche aggiungemmo: - 1 Liquidamba, un tipo di acero; 1 Tulipifero, alto fusto che fa fiori a forma di tulipano; 1 quercia americana; una quindicina di tipi di uva da tavola; 8 piante di kiwi (due maschi e 6 femmine).

Quasi subito facemmo costruire una vasca in cemento armato di mc 32 che viene riempita d’acqua con il turno di irrigazione del consorzio.

Costruii un impianto di irrigazione automatico, ma non sono mai arrivato a completarlo, date anche le continue modifiche al giardino.

Tanto, tanto lavoro, per tanta, tanta soddisfazione!

LA NOSTRA VALLE AURINA

vacanze, relax, aria pulita

Da parecchi anni andiamo a fine agosto a passare una settimana in Sud Tirolo, nella valle Aurina; la scoprimmo tramite degli amici e da quella volta non abbiamo più cambiato; la valle Aurina è la più bella e luminosa vallata che io abbia mai visto.

Essendo io, un bel pò sovrappeso, non amo particolarmente le escursioni, ma secondo le mie possibilità accetto volentieri le esortazioni di mia moglie; le bellezze che puoi rubare con l’occhio, con la fotocamera o la videocamera, sono meravigliose. Si rimane completamente estasiati dalla natura incontaminata; l’ordine con cui l’ambiente viene trattato, anche dai noi turisti che piano, piano abbiamo capito che quel paradiso è come se fosse “nostro”.

UNA CAGNETTA CHIAMATA “CHANEL”

dsc05511-1 Piana del Cansiglio e il Monte Cavallo.JPG

 

Come rovinare una bellissima domenica

Domenica scorsa, io e mia moglie avevamo progettato una gita in moto con seguente pranzo in un agriturismo, così di buon mattino, dato che a sera avremmo avuto a cena i nostri figli, mia moglie si mette ai fornelli per preparare un arrosto e altre cose, mentre io sistemo poche cose sul computer e poi cerco in Internet una mappa degli agriturismi della provincia di Belluno, dato che intendavamo recarci da quelle parti. Trovata la lista con relativa mappa, faccio qualche telefonata, prenoto un tavolo e verso le 11,00 partiamo. La giornata è splendida e c’è una temperatura ideale; con tutto ciò che c’è sempre da fare, dobbiamo purtroppo ancora passare al bancomat e a far benzina, così tengo una velocità un pò sostenuta ed appena partiti, una pattuglia di vigili urbani quasi ci ferma, ma forse mi spediscono il conto a casa, dato che quelli me lo hanno già confezionato un “pacchetto”, anni prima. Il viaggio prosegue bene, molte moto più veloci ci sorpassano e ci offrono uno spettacolo cromatico davvero bello.

dsc05521  Prealpi venete JPG Verso la Mezza, come calcolato, arriviamo all’agriturismo e la sorpresa è forte perchè l’ambiente è fatiscente, disordinato e sporco. Sperando sia solo un’impressione, accettiamo di accomodarci all’aperto dove c’era già una coppietta di trevigiani; la sedia, tipo “regista”, sembra non tenere il mio peso, ma non ce n’erano altre; la signora ci chiede se vogliamo da bere ed è l’unica cosa che ci chiederà, perchè poi ha fatto tutto lei. Intanto che aspettiamo ci viene a far visita un cagnone più alto del tavolo e con il muso bavoso si struscia sull’angolo della tovaglia, poi sentiamo una gallina che faceva un baccano da scannata (la signora dice che è il cane che si è liberato); dopo un pò viene anche lui a farci visita, ma questo scodinzolava sotto i tavoli. C’erano solo tre tavoli apparecchiati ed il terzo viene occupato da una coppia un pò più datata di noi: -lui,sorriso cordiale e spigliato; -lei, sostenuta, platinata, debordante e con in braccio una cagnetta che chiamavano Chanel. I due sembrano di casa e intanto che attendono le portate, lui prende il cellulare ed inizia uno show che a breve mi fa saltare i nervi: - parla con diversi interlocutori, con un perfetto italiano e a voce alta dei propri affari, di rogiti, di ville, di piscine, di viaggi, di super ristoranti. Con il suo intercalare, rivela che era romano, al chè mi misi a raccontare a mia moglie, a voce alta pure io, di Giulio Cesare e degli antichi romani, rapportandoli agli antichi greci, agli inglesi ed agli americani; tutti guerrafondai, prevaricatori e sfruttatori di braccia e cervelli “occupati”. Lo show del “guitto” finì all’istante e per chiamare Chanel usava un tono più basso di prima . Mentre la signora serviva le pietanze super condite e senza darci la possibilità di replicare, il cane si era liberato già diverse volte dalla catena e a un certo punto si era anche “sdoppiato” perchè era arrivato anche il suo gemello, al quale Chanel non stava simpatica e pensò bene di azzannarla, con il seguente parapiglia: la compassata “mamma platinata”, gridando, ha fatto volare Chanel, tirandola per il guinzaglio.

Fino a poco prima era anche divertente, ma ora era troppo. Ho chiesto il conto e non arriva; allora vado dentro e la signora che mi stava aspettando, mi chiede 40,00 euro spicci perchè non ha resto dei miei 50,00 (ero il primo che

dsc05527 Revine laghi .JPG

pagava); chiede pure a suo marito, ma neanche lui ne ha e mentre lei va verso casa sua, a prendere i soldi, mia moglie consegna i 40,00 euro al marito e finalmente ce ne andiamo. Per fortuna la bella giornata ci ha regalato un pomeriggio veramente stupendo, così quel pranzo allucinante è stato presto accantonato. Certo mi viene da pensare che tutta la padronanza della situazione ostentata da quel signore aveva spiegato che lì era di casa (chiamava la signora per nome) e che con tutta la “ricchezza” che sfoggiava, poteva bene permettersi qualcos’altro che quel tugurio. Vien da chiedersi se rende di più l’apparire o l’essere?

Da: donchi51 | Visto: 0 | Aggiunto: 05 Agosto 2010

LE BIZZARRIE DELLA NATURA

L’USIGNOLO, IL MERLO ED IL CUCULO

Circa 25 ausignolo-dsc04469.JPGnni fà  io e mia moglie decidemmo di andare, con i nostri 2 figli, a vivere in campagna, così acquistammo una casa in una zonfemmina-di-usignolo-dsc04466.JPGa isolata, paragonata a dove vivevamo: il vicino più vicino distava da noi un centinaio di metri e attorno a noi c’era solo verde, campi coltivati, arbusti e cespugli; la strada provinciale passava ad un centinaio di metri, ma in quegli anni il traffico era davvero poco e non se ne sentiva nemmeno il rumore, rispetto alla statale a cui eravamo  purtroppo abituati.

A primavera si era frastornati dal canto di uccelli a cui non eravamo più abituati (tutti e due avevamo origini contadine). Mio figlio di 5 anni correva come un forsennato senza stancarsi mai, attorno alla casa, con gli zigomi così rossi che sprizzavano gioia e salute da tutti i pori, mentre prima in appartamento condominiale era pallido che sembrava ammalato. Già  da marzo il concerto dei merli in amore era bellissimo, poi tra aprile e maggio iniziavano gli usignoli che da diversi cespugli, soprattutto di notte, mandavano richiami alle loro future compagne, eseguendo veri e propri concerti ; le rondini già da anni avevano nidificato sotto la linda della casa e ritornarono ogni anno, per poi di colpo sparire; probabilmente l’habitat era cambiato, tra pesticidi e veleni vari usati in agricoltura che fortunatamente vennero regolamentati, purtroppo, diversi anni dopo. Questo favorì il ritorno delle rondini in campagna, ma anche di una quantità impressionante di tortorelle (nella zona si insediarono delle megastalle, paradiso per quelle fastidiose creature) e penso che furono loro ad allontanare di nuovo quegli splendidi “frac” volanti; in effetti pur essendoci, non nidificano più da noi da qualche anno.

Nel 2002, poco dopo che mia figlia si sposò, io e mio figlio decidemmo di tinteggiarci la casa all’esterno, dato che i preventivi avuti erano un pò troppo esosi, così con i nostri trabattelli da elettricista (impalcature), a tempo perso, eseguimmo il lavoro. Stavamo per innalzare l’impalcatura per terminare la tinteggiatura della facciata posteriore della casa, proprio dove c’era un nido di rondini e ci accorgemmo che erano già nati i piccoli, così la spola costante ed incessante delle rondini per alimentarli, ci bloccò, fino a che decisi di provare lo stesso ad innalzare l’impalcatura: mio figlio mi avvisava quando arrivava la rondine ed io mi abbassavo immobile, fino a che arrivai alla sommità e piano piano, quasi potevo toccare quei solerti genitori; finimmo di tinteggiare la facciata senza interrompere il compito delle rondini. L’anno dopo, forse per troppa confidenza, quando mia moglie arieggiava la casa, le rondini iniziarono a svolazzare nelle stanze, facendola arrabbiare non poco.

La primavera scorsa, mentre accatastavo legna nella tettoia avevo la compagnia di una coppia di usignoli e una di merli che avevano nidificato proprio sotto il tetto della rimessa: l’usignolo in un anfratto del muro (non visibile) ed il merlo un metro più in la, all’apice di tavole appoggiate al muro. Salii per vedere quante uova c’erano e rimasi stupito perchè c’e n’erano 3 di merlo color verde ed uno di colore chiaro; subito pensai al cuculo che sentivo cantare un pò più lontano, ma poi lasciai perdere. Ogni giorno assistevo alla spola per la cova che pur con il rumore che facevo, non si interrompeva, finchè iniziò la corsa affannosa all’alimentazione che svelava la nascita dei piccoli. Feci delle foto ai pulcini informi del merlo e mi nido di merloaccorsi che l’uovo diverso non era schiuso; qualche giorno dopo trovai i piccoli del merlo morti a terra e pensai ad un rapace o ai gatti. Giorni dopo ritornai nella rimessa a fare dei lavori e mi accorsi di un uccelletto fermo sulla trave vicino al nido del merlo, che sembrava non ce la facesse a volare. Lo fotografai ma non riuscii a capire di che specie fosse.

Qualche giorno fa, un ricercatore inglese, in una rubrica sulla natura, spiegava il comportamento del cuculo femmina e dell’unico piccolo che nasce dalla covata in “prestito” (nella stagione, fa un solo uovo in circa 15 nidi diversi) e pulcino-di-cuculo-allevato-dalla-merla-dsc04488.JPGle foto riportate davano la conferma che il piccolo di cuculo era proprio quello che avevo fotografato. In pratica, come spiegava il ricercatore, fu lo stesso “bastardo” a buttare dal nido i pulcini di merlo, per potersi godere tutto il cibo che mamma merla portava.

In sostanza, la mamma cuculo approfittava della momentanea assenza della titolare del nido e deponeva un suo uovo, addirittura a volte con colore simile alle uova dell’ospite, non prima di averne inghiottito uno di quelli già  deposti dall’altro uccello, compiendo un’operazione matematica, ed il suo piccolo “bastardo”, nei suoi geni aveva il resto del “copione”.

Don Chisciotte

LE MIE AMICHE

LE MIE MOTO

-VESPA SUPER SPORT 180 -1965-.JPGNel 1970, ancora ragazzo, dovetti acquistare contro il volere di mia madre e per questo, con non poche difficoltà, uno scooter Vespa usato, per recarmi al lavoro, dato che già da mesi, avendo cambiato posto di lavoro, mi dovevo sorbire fra andata e ritorno in bicicletta, a volte anche una cinquantina di km.; mi parve un sogno quando la provai: - avevo 19 anni e già da 5 lavoravo come elettricista, per 3 anni in trasferta e per il resto nella zona in cui vivevo; la mia bicicletta era spesso carica di attrezzi e di materiale, con il posto sempre per la borsa del mangiare che mia madre mi preparava.

Avendo grossi problemi in casa (mio padre e mia madre avevano avuto dei gravi problemi di convivenza, in pratica, la mai soddisfatta madre aveva preferito rinunciare a un corrispondente, per lei, non più motivato, perchè si sentiva forte del supporto finanziario dei figli) ed essendo il più vecchio di 3 fratelli, praticamente, la mia paga avrebbe dovuto compensare quella di mio padre; con il lavoro ad ore di mia madre e del mio secondo fratello, che faceva il garzone di bottega, si riusciva a vivere.

Appunto per i sucitati problemi dovetti cambiare posto di lavoro e la mia busta paga che prima era di apprendista, circa 25.000/30.000 lire, di colpo divenne, come operaio, di 60.000/70.000 lire e comunque doveva essere sempre consegnata in casa, pertanto a me restavano le mille lire che mi dava alla settimana e i soldi che guadagnavo a insaputa di mia madre, facendo dei lavori per conto mio, alla domenica. Quando mi lamentavo con mia madre per la necessità di comperarmi uno scooter, lei diceva sempre di aspettare perchè i soldi non bastavano e io intanto pedalavo e pedalavo.

L’azienda per cui lavoravo risiedeva in un altro comune. Il mio nuovo titolare mi aveva mentito quando mi convinse ad accettare la sua offerta di lavoro: - mi aveva promesso l’auto, la “bianchina” (dato che non potevo permettermi un motorino), così al mattino sarei passato a prendere altri 3 compagni di lavoro, che abitavano dalle mie parti, per poi recarci al cantiere. Il primo giorno di lavoro capii che mi aveva gabellato, allora in forza di quanto credito io vantavo nei suoi confronti, dopo diversi mesi trovai il coraggio di fargli una proposta, cioè: - lei mi presta 70.000 lire per l’acquisto di uno scooter usato ed io le ritorno 10.000 lire al mese con i miei risparmi, in modo che la busta paga resti integra. Acconsentì ed acquistai una Vespa usata.

Quando mia madre vide la Vespa, andò su tutte le furie e mi chiuse i battenti, nel senso che nonostante non mancasse nulla dalla busta paga, per quasi 3 mesi in casa mi dovetti arrangiare a fare tutto, come se fossi stato un estraneo in affitto. Alla riapertura dei “rapporti diplomatici” mi chiese dove avessi trovato il denaro per comperare la Vespa ed io non potei dirglielo perchè se avesse saputo che avevo dei risparmi mi avrebbe considerato un vigliacco traditore , dato che secondo lei c’era la famiglia innanzi tutto. Così ancora oggi a distanza di tanti anni, lei pensa ancora che io abbia rubato la moto o i soldi per acquistarla. Una cosa però tenne a precisare, mi disse: - non pensare che la Vespa sia solo tua, è anche di tuo fratello.

Dopo ben 37 anni decisi di informarmi per rimettere a posto la mia adorata Vespa e chiesi dei preventivi; un meccanico però mi fece vedere nel suo retrobottega, una Yamaha DragStar 650 Classic usata che era praticamente come nuova: 3 anni di vita e 4.000 km. Quando ritornai a casa, per scherzo dissi a mia moglie che avrei comperato una moto, mandandola su tutte le furie. In realtà, anche se era stuzzicante l’idea perchè la moto era molto bella e tenuta bene, non l’avrei mai comperata; ma non avevo fatto i conti con la reazione di mia moglie: - di colpo mi riportò indietro di tanti anni e così decisi che non avrei più permesso che una donna mi privasse di una mia necessità  o di un mio capriccio, in questo caso una soddisfazione dopo 40 anni di lavoro. Percependo già la pensione e continuando a lavorare come artigiano con mio figlio, non mi trovai squattrinato come molti anni prima e l’acquistai. Quando portai a casa la moto, sebbene mia moglie avesse detto che non ci sarebbe mai salita , tranquillamente e senza problemi invece salì e ne fu anche entusiasta.

Due racconti simili ma con radici diverse: - il primo impostato da una ideologia comunista e delle pdsc00806-moto.JPGiù dure, mentre l’altro al contrario, essenzialmente ha radici molto democratiche. Questi tipi di episodi dovrebbero essere riportati sui libri di scuola, per far capire che la vera libertà va pagata sempre a caro prezzo, e che niente nasce dal niente.

Sicuramente ai miei figli, fin da bambini, è servito molto conoscere la vicenda della Vespa, perchè tutte le cose che avrebbero desiderato avere, se non strettamente necessarie, sapevano benissimo che dovevano comperarsele con i loro risparmi. Sopratutto, avendo avuto molte occasioni per risparmiare, hanno avuto anche la facoltà di togliersi molte soddisfazioni.

LA PRIMAVERA E’ VICINA!

-VESPA SUPER SPORT 180 -1965-.JPGLa primavera è vicina e ci sono troppe cose da fare ancora, in giardino e nell’orto di casa, nella vigna di Refosco, nel boschetto di noci, carpini e faggi, per poter trovardsc05414 il giardino.JPGe il tempo di tirare fuori la moto ed andare per le colline del prosecco; posti meravigliosi, dove il continuo saliscendi ti porta un tuffo al cuore, ogni volta che scollini, tale è la bellezza di quei panorami che si ammirano. Mia moglie, fin da quando eravamo ragazzi, ha sempre detestato andare in moto; allora le possibilità  finanziarie mi permettevano solo la Vespa usata, una Super Sport 180, una vera bomba per quegli anni, eravamo nel 1970. Ora ha cambiato un pò opinione, anche se non è lei a lanciare l’idea per una gita in moto, rimane sempre estasiata dalle bellezze della natura e dai profumi degli alberi in fiore; il profumo dei vigneti in fiore, qualcosa di incredibilmente delicato e veramente unico. Colline, campagne, perciò coltivazioni varie e stalle con i loro odori che riportano al passato, all’infanzia passata nei campi degli zii, dato che mio padre aveva lasciato il lavoro dei campi. Ricordi di momenti bellissimi quando la fretta di crescere non ti lasciava il tempo di accorgerti di che splendido paradiso eri circondato. Oggi, a sessant’anni, non si ha più quella fretta, ma si deve fare in fretta a finire ciò che va portato a termine per poi trovare il tempo per ritornare a ricordare quando eravamo poveri in canna ma ricchi di sogni nel cassetto.

AMICIZIE

guglie-fianco.JPG

           I MIEI CARI AMICI
 
Quando riesco a liberarmi dagli impegni vado volentieri a trovare i miei amici che di solito trovo al bar della Pesa, di un paesino dove quasi 60 anni fa nacqui. I miei lasciarono quel luogo che io avevo solo 4 anni e poco più, pertanto questi amici non fanno parte della mia infanzia, anche perchè sono ben più datati di me, infatti li chiamo affettuosamente i “vetusti”. C’è chi gioca a carte e chi intrattiene con racconti del passato o di attualità, oppure qualcuno, che al mattino mangia “pane e volpe”, con sfottò e battute si mantiene a “galla”; passiamo dei momenti lieti, degustando vini e degli stuzzichini niente male, aspettando l’ora di cena per rincasare.———————————————-
 27/07/2014  Chiarimento per chi “fatica” a capire il nesso tra il panino con la volpe e riuscire a “galleggiare”.

A quelli che “galleggiano” a fatica: - l’albero del bosco che non è riuscito a raggiungere la “luce” in età giovane, può solo sperare che gli alberi attorno a lui muoiano in fretta; - un’ “animale” che ha avuto la stessa sorte, spesso impara in fretta ad eliminare con qualsiasi mezzo chi gli ostacola la “luce”. Non essendo io un albero, nemmeno un’animale, inteso come bestia e soprattutto non avendo nel mio repertorio culturale, sfottò di nessun tipo, non avendone assolutamente bisogno, penso proprio di non appartenere a coloro che cercano di “galleggiare”, annegando gli altri. Chi ha orecchie per intendere, …

Comunque non mi sono mai divertito tanto!

LA PARTITA ALLO STADIO

 Il calcio inteso come sport, per noi italiani è molto importante, tanto da farci incorrere in situazioni a dir poco assurde come è capitato a me e mio figlio, quando da ragazzino, lui giocava nella squadra degli “esordienti” nel comune dove abitiamo.

Era da tempo che mio figlio mi chiedeva di portarlo a vedere la Juventus a Udine in occasione della partita di campionato contro l’Udinese; purtroppo non era facile per il fatto che lui, giocando le partite della sua categoria alla domenica mattina, era libero troppo tardi per riuscire in tempo ad essere a Udine per l’inizio partita. Una domenica decisi all’ultimo istante di andarci, così mangiammo qualcosa in fretta e partimmo anche se avevamo l’incognita dei biglietti; una volta la, in qualche maniera speravo di trovare la soluzione. Non trovammo tanto traffico ed in poco tempo fummo la, al che mi recai subito alle biglietterie ma trovai, nonostante ci fosse gente dentro, tutto chiuso per esaurimento biglietti; cercai allora un “bagarino”, anche se sapevo che avrei pagato molto di più; lo trovai, guarda caso subito, e per di più aveva anche i biglietti che mi servivano, due distinti laterali (desideravo che mio figlio vedesse bene la sua prima partita di serie A), ma subito dopo aver pagato feci caso che un biglietto era per il settore nord e l’altro per il settore sud. Subito capii che non mi avrebbero mai lasciato entrare in coppia, sia da una parte che dall’altra.concerto-allo-stadio-friuli.jpg

Molto preoccupato mi girai cercando con lo sguardo di rintracciare il bagarino ed in mezzo a una marea di gente ebbi la fortuna di intravederlo; presi mio figlio e corsi da lui prima di perderlo di vista. Lo redarguii e gli feci presente che avrebbe dovuto capire che avevo con me un bambino di 10 anni e non un adulto. Mi rispose che non mi dovevo agitare e che non c’era alcun problema, così mi prese dalle mani i biglietti e si recò presso la biglietteria a cui io avevo invano bussato prima; qualcuno aprì e gli cambiò un biglietto, ritornò e mi disse sempre con il suo accento meridionale: - Guagliò, te l’avevo detto che non c’era problema!

Purtroppo non potevo pretendere di trovare il biglietto con il numero vicino all’altro e così ci guardammo la partita occupando un solo posto, tenendo mio figlio sulle mie ginocchia, ed è stato più bello per me!

Alla fine della partita, di cui non ricordo nemmeno il risultato, ritornammo a casa e strada facendo chiesi a mio figlio che impressione avesse avuto della partita e di quell’ambiente: mi disse che era proprio come l’aveva sempre sognato, quel momento, ma anche che era un mondo a dir poco”strano”, visto quel che ci era capitato. La domanda che mi fece: - papà  perchè quando abbiamo bussato noi, nessuno ci ha aperto, nonostante vedevamo che c’era qualcuno dentro e poi invece hanno aperto a quel signore, cambiandogli il biglietto? …

Da quella volta non ci sono più andato a vedere una partita di calcio professionista, mentre mio figlio c’è andato qualche volta con degli amici, procurandosi prima i biglietti, però.

Ho anche ulo-stadio-friuli-1.jpgna figlia che oggi ha 33 anni, sposata; lei e mio genero mi hanno donato una felicità immensa dandomi un nipotino, Tommaso; fra poco anche lui chiederà  di vedere una partita fra  campioni di serie A, ma sarà suo papà  questa volta a raccontare un’altra storia.

Mio figlio ora ha 28 anni, lavora nell’azienda di famiglia ed in tutti questi anni è riuscito a darmi delle belle soddisfazioni: - oltre che a vincere a livello scolastico (scuola media e media superiore) delle medaglie d’oro e d’argento, a livello provinciale e regionale, nelle specialità di corsa campestre e mille metri, partecipando anche alle finali studentesche a Catania; è stato anche campione d’Italia nell’anno 2000, con la squadra di calcio juniores del comune, dove io da ragazzino sognavo di poter giocare (mia madre venne due volte al campo con il bastone per farmi desistere e ci riuscì, purtroppo).

Da tutto ciò mi viene una considerazione da fare: - nonostante, in età  più giovane, avessi avuto dei rimpianti per non aver potuto fare sport, penso proprio di essere stato molto fortunato nella vita. L’amore di mia moglie e dei miei figli, le emozioni che loro mi hanno fatto provare, le belle soddisfazioni che il mio lavoro mi ha dato, valgono in assoluto molto di più di quelle che avrei potuto provare nel partecipare o assistere a qualsiasi grande evento sportivo. Inoltre sono felice che anche i miei figli abbiano capito quali siano le vere mete da raggiungere nella vita.