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Archivio del mese di Febbraio, 2008

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

Da bambino non ebbi molte occasioni per conoscere bene i miei nonni, però devo dire che conobbi diverse persone della loro età ed ebbi modo di dialogare con loro, di interrogarli su come fosse la vita quando erano giovani. Sicuramente da quasi tutti ebbi un’opinione non tanto rosea, parlo degli anni in cui il Friuli e il Veneto erano sotto il dominio austroungarico, non erano certo anni di vacche grasse, però non ricordo di nessuno che mi avesse parlato di grandi vigliaccate o di tasse così esose da dipingere nella mia testa un’immagine tanto negativa del potere di quel tempo, come purtroppo è così, in riferimento ai giorni nostri.
Questa considerazione mi è venuta quasi spontanea in questi giorni, riflettendo sul mio stato di neononno e di come dovrebbe essere il mio rapporto con mio nipote; di come trasmettere a lui le mie conoscenze senza però andare fuori dai binari di un’educazione seria e responsabile.
Credetemi, sono sconvolto dalla consapevolezza che da qualsiasi lato che io pensi di iniziare il progetto di cui sopra, mi ritrovo davanti l’incognita che nasce dal rapporto che tutti noi, volenti o nolenti, dobbiamo affrontare nella nostra “bellissima” ITALIA, con il nostro “prossimo”. Se uno è stato educato a rispettare le regole e le persone, viene preso a pesci in faccia da chiunque, come se l’educazione fosse considerata dalla maggior parte della popolazione una debolezza.
A questo riguardo mi viene in mente un’indagine giornalistica di parecchi anni fa, di un quesito posto a un campione di un migliaio di mamme, nel quale si chiedeva loro se avessero preferito che i loro figli crescessero furbi oppure onesti. Ebbene tutte quante risposero senza riflettere un solo attimo, che avrebbero desiderato i loro figli furbi, senza minimamente soffermarsi su cosa è il contrario di onesto e cosa è il contrario di furbo ed è meglio che chiarisca subito la cosa: - l’onesto cerca il suo interesse rispettando gli altri, mentre il furbo fa lo stesso usando stratagemmi per “fregare” gli altri.
Purtroppo io sono stato educato da genitori che uscivano dall’ultimo conflitto mondiale e dal fascismo; devo dire che gli ingredienti base per educare erano le punizioni corporali e le privazioni, guarda caso l’esatto opposto di come va ai nostri giorni. Penso che una persona può trasmettere una buona educazione, solo se l’ha ricevuta, almeno nella maggior parte dei casi. Gli eccessi non hanno prodotto niente di positivo, però se l’educazione la possiamo considerare una limitazione delle esuberanze di un essere umano, è forse più sicuro un atteggiamento intransigente piuttosto che permissivo.
Se qualcuno ha dei dubbi al riguardo, prima deve chiedersi se è un genitore e poi andare a leggersi i necrologi delle stragi del sabato sera. Di sicuro che se una persona non è un genitore e magari è un gestore di discoteche, oppure un politico che abbisogna di liquidi, non ci vedrà nessun motivo per cui le cose debbano migliorare nel senso della sicurezza per i giovani.
Ritornando al mio dilemma, cioè trasmettere a mio nipote ciò che io ho appreso dai miei genitori, oppure allinearmi con i tempi che corrono. Di certo i suoi genitori hanno il ruolo più importante come educatori, ma il ritmo della vita che purtroppo oggi bisogna tenere, potrebbe lasciare poco tempo a loro per essere sempre presenti ed è per questo che penso, noi nonni ci dobbiamo attivare a compensare le eventuali necessità. Ovviamente non parlo, ne di denaro, ne di caramelle, ma di qualcosa che sia veramente utile alla crescita e all’avvenire del bambino; non dovrebbe crescere “furbo od onesto”, ma piuttosto leale verso se stesso e verso il prossimo, cioè non fare del male a se stesso e agli altri.
Il buon agricoltore se vuole ottenere un buon raccolto, deve dare alla terra solo ciò di cui necessita e niente altro, ne troppo, ne troppo poco, ma la cura e l’impegno dovrà  abbondare. Forse è proprio quì il problema, forse si è persa con il passare del tempo quella filosofia contadina che da sempre ha regolato il mondo.
Io sono sicuro che non è troppo tardi per darci una regolata, dovremmo vedere più in la del nostro naso, vedere anche il mondo in cui dovranno vivere i nostri figli e nipoti. Raccontarci frottole oramai non ha più senso, abbiamo raschiato il fondo del barile con il cercare solo i nostri interessi privati, eleggendo solo chi ci farà dei favoritismi.
Purtroppo la democrazia come va  ora è una cosa assurda. Dovrebbe portare ad un bene comune, invece crea lacerazioni nei rapporti fra i cittadini, tanto da trasformarla in anarchia. La vera libertà  democratica di una persona può e deve arrivare fino a dove inizia quella del suo prossimo, ma in ogni caso qualsiasi passo che uno fa, non deve mai ledere i diritti altrui ed è per questo che è quasi assurdo pensare che un giorno si arriverà a tanto.

C’è sempre quella paura che ci tocchi il ruolo di fessi.
Coraggio gente, coraggio.