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IL SUPERFLUO, L’ESSENZIALE E L’AZZARDO

A giugno 2008, mio fratello e mia cognata decisero di installare una “stube”, un tipo di stufa tradizionale tirolese a legna e così si misero a cercare delle offerte; subito capirono che esistevano diversi materiali e metodi di costruzione così la loro ricerca si protrasse per quasi tre mesi, riuscendo ad avere sette offerte abbastanza diversificate, vuoi per tecnologia, vuoi per peso, vuoi per materiali, vuoi per prezzo.

Premettendo che a tutti i fornitori era stata richiesta una “stube” per riscaldare circa 100 mq, era una bella impresa individuare la migliore offerta, dato poi che di “stube”, una persona non ne acquista tante nella sua vita, la scelta, per mio fratello, doveva essere molto accurata. La prima offerta l’ebbero da una ditta di Vicenza: prima elencarono loro tutte le loro magnifiche installazioni di varia fattura, gli diedero un’idea di cosa chiedere, poi quando passarono alla composizione finale del progetto, il titolare della ditta, spiegò loro le proprietà  meravigliose del “Carburo di Silicio”, materiale di cui sono fatti gli elementi prefabbricati del girofumi che lui intendeva adoperare, al che diventò chiaro che lui stava proponendo una stube preassemblata e perciò lontano da ciò che loro cercavano. In ogni caso prendono nota e si riservano di decidere più avanti.

Nella loro zona ebbero altre tre offerte, con tipo di materiali refrattari standard; due offerte con maioliche tedesche e una con maioliche di produzione propria. Tutti e tre più o meno con lo stesso prezzo, però con grandezze e/o pesi diversi; quella con maioliche proprie, era spaventosamente sproporzionata, dice mio fratello, addirittura 38/40 ql. di peso, contro i 25/27 ql. delle altre due; ovviamente Laterale stube lato salaoffrivano quasi le stesse caratteristiche ad eccezione fatta per la più pesante che offriva una resa maggiore ma non spiegava tutto quel peso in più e il prezzo addirittura leggermente inferiore alle altre. Entrambi furono sconcertati, sopratutto perchè nessuno degli interpellati aveva mai parlato di problemi di “struttura portante” della casa, dato che tutti avevano avuto le planimetrie dell’abitazione e pertanto sapevano che la stube andava installata sul piano rialzato di una villetta di tre piani costruita senza accorgimenti antisismici; al titolare che offriva la più pesante, chiesero se serviva rinforzare la struttura portante della casa e se si poteva ridurre le dimensioni del foro sul muro portante che lui richiedeva (h. mt. 2,10 x l. mt.1,20), perchè lo ritenevamo troppo rischioso: disse loro che secondo lui non serviva rinforzare niente e non si doveva modificare niente del suo progetto, pertanto, mio fratello dice, il suo preventivo si eliminò da solo.

Decisero di andare ancora in Internet per avere qualche altra idea e seguendo lo spunto dato da una nipote che era già in possesso di una stube austriaca, presero contatto con quella ditta ed un rappresentante andò loro a far visita. Dopo aver spiegato pure a lui tutto ciò che serviva, con un buon italiano, diede loro delle ottime idee e anche subito un’approssimazione sulla resa, sul peso, sul prezzo e sui tempi di consegna della stube, ma diede anche un avvertimento che fino a quel momento nessuno aveva dato, cioè: bisognava verificare che la struttura portante del solaio e del muro maestro fosse adeguata al peso da caricare. A questo riguardo interpellarono subito un geometra e questi spiegò loro che su quel tipo di casa non si sarebbe dovuto caricare assolutamente nulla e che anche rinforzando la struttura, secondo lui non ne sarebbe valsa la pena. Insistendo, mio fratello lo convinse e assieme ad un ingegnere gli preparò un progetto di rinforzo a mezzo travi in acciaio spaventose, al che mio fratello gli chiese: che senso avesse tutto ciò se dopo un terremoto, della casa rimaneva in piedi solo la stube? Ovviamente aveva fatto una battuta.

Si trattava di una stube tradizionale costruita in loco; il Sig. “Fritz” li aveva letteralmente sbalorditi e aveva anche aggiunto un problema in più; erano arrivati già a fine agosto e “Fritz”, in un attimo, sembrava avesse risolto tutti i loro problemi, addirittura avrebbe consegnato pFronte stube lato salarima degli altri, ma allo stesso tempo li fece riflettere sulla fattibilità del progetto.

Per capire il tutto bisogna andare a fare la spunta:

- peso “stube Fritz” ql. 15, contro il minimo di ql. 25 degli altri progetti;

- resa “stube Fritz”: +20° su tutto il piano con -5° esterni, facendo una carica al giorno di 18 kg. di legna, dove gli altri garantivano la stessa temperatura ma con due cariche al giorno di 10/15 kg. l’una e senza contare che per scaldare quella da 38/40 ql., ammesso che bastassero quei chili, servirebbe iniziare a scaldarla una settimana prima del bisogno, data la enorme massa;

- costo “stube Fritz”: stranamente allineata con gli altri, addirittura dopo aver ottenuto un buon sconto (tanto peso in meno, faceva sperare in un prezzo più ridotto); la spiegazione stava nella diversità dei materiali; ma c’era un’altra differenza importantissima rispetto agli altri preventivi: “Fritz” applicava due aliquote IVA in maniera conforme alle leggi vigenti (verificato poi da mio fratello), mentre sui preventivi italiani non c’era un conteggio che fosse uguale e conforme fra loro; chiedendo spiegazioni, il sig. Fritz disse che ad un terzo del valore della stube veniva applicata l’aliquota IVA del 20%, mentre per i due terzi era solo del 10%, per effetto delle agevolazioni concesse dalla legge sullo sfruttamento delle energie rinnovabili.

- il taglio del muro maestro per la comunicazione della stube tra la sala da pranzo e l’ingresso, il sig. Fritz aveva chiesto loro, un foro alto mt. 1,50 da pavimento e largo mt. 0,65 contro un minimo degli altri preventivi, di 1,70×0,85 ad un massimo di 2,10x 1,20, pertanto l’impatto del progetto austriaco, sulla struttura della casa risultava meno pesante;

- dato che la canna fumaria dovevano costruirla nuova e nessuna delle ditte italiane accettava di inserirla nel progetto, chiesero un paio di preventivi a delle ditte specializzate, ma anche il sig. Fritz propose loro un’offerta; così nonostante il prezzo fosse un pò più alto, sarebbe risultato più conveniente l’offerta del sig. Fritz, anche per avere una sola ditta per casa, a parte il taglio del muro;

- il rinforzo della struttura, dopo che mio fratello si trovò nel dubbio se farlo o meno, dato il peso molto inferiore della “stube Fritz”, decise di farlo comunque, però con una modifica sul progetto degli esperti e parlandone sia con il geometra che con una ditta specializzata, concordarono con lui che la sua proposta migliorava il rinforzo ed accettarono.

A questo punto mio fratello doveva decidere e purtroppo si accorse che solo per aver interpellato il sig. Fritz, anche se avesse fatto fare il lavoro a qualsiasi ditta, il costo complessivo era lievitato non di poco, però era anche vero che sarebbe stato sciocco tralasciare un problema così importante e magari dare anche l’incarico a una ditta che non aveva preso minimamente in considerazione la struttura portante.

Chiesero ad altre due aziende un’offerta, oltre alle succitate: una che probabilmente vendeva anche legna, visto quanto, secondo loro, avrebbero dovuto bruciare per scaldarsi; una che solo perchè arrivò troppo tardi, mio fratello l’accantonò prima di approfondirla, nonostante fosse abbastanza simile a quella del sig. Fritz. Ovvio allora che a mio fratello rimaneva solo che accettare la proposta del sig. Fritz e a conti fatti, dice mio fratello, era quella che garantiva il miglior risultato. Firmò l’ordine includendo una clausola particolarmente sottolineata fra le varie: la stube doveva essere costruita da tecnici austriaci, il che poi non fu così: addussero scuse molto “italiane”, come furono due “manovali” italiani a costruire il tutto, per fortuna con risultati negativi solo estetici! Ma questa è un’altra storia.

Qualcuno si chiederà il perchè di tutto questo racconto ma sono sicuro che rileggendolo accuratamente, dovrebbe comprendere. Se non altro per la differenza spaventosa di peso e ovviamente di materiali, fra i vari progetti. Poi, perchè nessuna ditta italiana ha preso in considerazione la gravità del problema “Struttura Portante”? Certo che il problema era di mio fratello, non loro!

Dimenticavo un problema che forse mio fratello evitò (ancora non si può sapere), acquistando la “stube Fritz”: - la legge che concede delle agevolazioni a chi investe sullo sfruttamento delle “energie rinnovabili”, pretende che l’iter di questi lavori e conseguente documentazione, segua una corretta via e cioè, se solo si sbaglia una “virgola” sulla presentazione degli incartamenti, addio agevolazioni! Allora mi chiedo: se mio fratello avesse presentato all’ufficio preposto per il rimborso della quota stabilita sulla spesa, una fattura con l’IVA tutta al 10%, o tutta al 20% (come proponevano le ditte italiane), o con 1/3 al 20% e 2/3 al 10% (come proponeva il sig. Fritz), che probabilità di successo sull’operazione avrebbe avuto?

Tutti coloro che hanno acquistato una stube da quelle “oneste” ditte italiane, avendo i problemi strutturali di mio fratello, come possono dormire tranquille?

Quando propongono questo tipo di prodotti con agevolazioni, almeno dovrebbero farci scegliere la “busta n° 1, 2 o 3, almeno così Stube lato ingressogiochiamo un pò d’azzardo!

Perchè non c’è abbastanza azzardo nel vivere quotidiano!!!

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