Categorie

 

Agosto 2019
L M M G V S D
« Gen    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Links:

Archivi

Pagine


LE BIZZARRIE DELLA NATURA

L’USIGNOLO, IL MERLO ED IL CUCULO

Circa 25 ausignolo-dsc04469.JPGnni fà  io e mia moglie decidemmo di andare, con i nostri 2 figli, a vivere in campagna, così acquistammo una casa in una zonfemmina-di-usignolo-dsc04466.JPGa isolata, paragonata a dove vivevamo: il vicino più vicino distava da noi un centinaio di metri e attorno a noi c’era solo verde, campi coltivati, arbusti e cespugli; la strada provinciale passava ad un centinaio di metri, ma in quegli anni il traffico era davvero poco e non se ne sentiva nemmeno il rumore, rispetto alla statale a cui eravamo  purtroppo abituati.

A primavera si era frastornati dal canto di uccelli a cui non eravamo più abituati (tutti e due avevamo origini contadine). Mio figlio di 5 anni correva come un forsennato senza stancarsi mai, attorno alla casa, con gli zigomi così rossi che sprizzavano gioia e salute da tutti i pori, mentre prima in appartamento condominiale era pallido che sembrava ammalato. Già  da marzo il concerto dei merli in amore era bellissimo, poi tra aprile e maggio iniziavano gli usignoli che da diversi cespugli, soprattutto di notte, mandavano richiami alle loro future compagne, eseguendo veri e propri concerti ; le rondini già da anni avevano nidificato sotto la linda della casa e ritornarono ogni anno, per poi di colpo sparire; probabilmente l’habitat era cambiato, tra pesticidi e veleni vari usati in agricoltura che fortunatamente vennero regolamentati, purtroppo, diversi anni dopo. Questo favorì il ritorno delle rondini in campagna, ma anche di una quantità impressionante di tortorelle (nella zona si insediarono delle megastalle, paradiso per quelle fastidiose creature) e penso che furono loro ad allontanare di nuovo quegli splendidi “frac” volanti; in effetti pur essendoci, non nidificano più da noi da qualche anno.

Nel 2002, poco dopo che mia figlia si sposò, io e mio figlio decidemmo di tinteggiarci la casa all’esterno, dato che i preventivi avuti erano un pò troppo esosi, così con i nostri trabattelli da elettricista (impalcature), a tempo perso, eseguimmo il lavoro. Stavamo per innalzare l’impalcatura per terminare la tinteggiatura della facciata posteriore della casa, proprio dove c’era un nido di rondini e ci accorgemmo che erano già nati i piccoli, così la spola costante ed incessante delle rondini per alimentarli, ci bloccò, fino a che decisi di provare lo stesso ad innalzare l’impalcatura: mio figlio mi avvisava quando arrivava la rondine ed io mi abbassavo immobile, fino a che arrivai alla sommità e piano piano, quasi potevo toccare quei solerti genitori; finimmo di tinteggiare la facciata senza interrompere il compito delle rondini. L’anno dopo, forse per troppa confidenza, quando mia moglie arieggiava la casa, le rondini iniziarono a svolazzare nelle stanze, facendola arrabbiare non poco.

La primavera scorsa, mentre accatastavo legna nella tettoia avevo la compagnia di una coppia di usignoli e una di merli che avevano nidificato proprio sotto il tetto della rimessa: l’usignolo in un anfratto del muro (non visibile) ed il merlo un metro più in la, all’apice di tavole appoggiate al muro. Salii per vedere quante uova c’erano e rimasi stupito perchè c’e n’erano 3 di merlo color verde ed uno di colore chiaro; subito pensai al cuculo che sentivo cantare un pò più lontano, ma poi lasciai perdere. Ogni giorno assistevo alla spola per la cova che pur con il rumore che facevo, non si interrompeva, finchè iniziò la corsa affannosa all’alimentazione che svelava la nascita dei piccoli. Feci delle foto ai pulcini informi del merlo e mi nido di merloaccorsi che l’uovo diverso non era schiuso; qualche giorno dopo trovai i piccoli del merlo morti a terra e pensai ad un rapace o ai gatti. Giorni dopo ritornai nella rimessa a fare dei lavori e mi accorsi di un uccelletto fermo sulla trave vicino al nido del merlo, che sembrava non ce la facesse a volare. Lo fotografai ma non riuscii a capire di che specie fosse.

Qualche giorno fa, un ricercatore inglese, in una rubrica sulla natura, spiegava il comportamento del cuculo femmina e dell’unico piccolo che nasce dalla covata in “prestito” (nella stagione, fa un solo uovo in circa 15 nidi diversi) e pulcino-di-cuculo-allevato-dalla-merla-dsc04488.JPGle foto riportate davano la conferma che il piccolo di cuculo era proprio quello che avevo fotografato. In pratica, come spiegava il ricercatore, fu lo stesso “bastardo” a buttare dal nido i pulcini di merlo, per potersi godere tutto il cibo che mamma merla portava.

In sostanza, la mamma cuculo approfittava della momentanea assenza della titolare del nido e deponeva un suo uovo, addirittura a volte con colore simile alle uova dell’ospite, non prima di averne inghiottito uno di quelli già  deposti dall’altro uccello, compiendo un’operazione matematica, ed il suo piccolo “bastardo”, nei suoi geni aveva il resto del “copione”.

Don Chisciotte

Scrivi un commento