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L’ ADATTAMENTO DELLE VESPE

I tempi sono cambiati e di molto, forse troppo: - la mia infanzia l’ho passata praticamente tutta in campagna, anche se i miei l’abbandonarono quando io ed il mio secondo fratello eravamo piccoli; noi spesso ci recavamo dai nostri zii e talvolta aiutandoli nei campi o giocando con i nostri cugini, vivevamo in un ambiente sano che era un’autentica palestra: - portare a casa il fieno; correre sui prati; andare su e giù per gli alberi giocando o per mangiare frutta (il fico non ebbe più segreti per noi dopo il primo tonfo); i fichi li mangiavamo interi senza togliere la buccia e quelli non proprio maturi provocavano i “papui”, cioè delle piccole ferite agli angoli della bocca; le ciliegie le mangiavamo con l’osso, non c’era tempo per sputarlo, così anche i cocomeri. Al di la del solfato di rame, calce e zolfo, che avevano una carenza breve, non esistevano altri anticrittogamici, così pesche, mele, pere, albicocche, susine e tutta la frutta in genere, noi bambini, la si mangiava appena colta sull’albero, forse anche perchè non c’era informazione o meglio, perchè non c’erano ancora tutti quei veleni che esistono oggi.  


Se io voglio produrre della frutta ad uso privato non posso fare a meno di trattare le piante come le tratta il grande produttore o quasi (penso sia anche per i portainnesti di qualità  scadente). Per fare una battuta: - quando acquisti delle piante da frutta, devi prendere tutto il pacchetto, cioè anche concimi specifici ed anticrittogamici; più o meno come si deve fare quando acquisti un PC, devi acquistare i programmi e anche l’antivirus, altrimenti ti viene sabotato tutto. 

La battuta che viene ora: - sembrerebbe che il buon Dio ci abbia donato una natura meravigliosa, divertendosi a metterci delle trappole come la peronospora, l’oidio, la tignola, la gommosi, ecc., così noi ci danniamo e avveleniamo per mangiare proprio quel ben di Dio, mentre per il PC, senz’altro qualcuno deve averLo copiato, ma non per divertirsi…;  senza dubbio Dio non c’entra per niente!

 

Come diceva qualcuno tanto tempo fa e che conta ancora ai nostri giorni, purtroppo: - a pensar male è peccato, ma quasi sempre ci si azzecca.

  

La mortalità  infantile, oggi è diminuita di molto, rispetto a 50-60 anni fa e secondo me quella mortalità si verifica spesso circa 20 anni dopo la nascita di un bambino: - quando il bambino era troppo debole o gracilino, quando il “concime” non faceva effetto, il bimbo moriva, perchè il suo corpicino non sviluppava la “memoria antivirus” per combattere gli attacchi di malattie che assalivano tanta debolezza; quell’esercito di piccoli riparatori chiamati anticorpi o erano in sciopero o non si erano formati. 


Purtroppo per interessi ben precisi, ma che pochi ne ammettono l’esistenza, quella mortalità  è stata ritardata ad arte di circa 20 anni e per capire cosa intendo, basta leggere i necrologi dei fine settimana e relative date: - un ragazzo di vent’anni, appena si affaccia in modo autonomo alla vita, fa molta fatica a tenere alta la propria “difesa”, dato le overdose di trattamenti “antibiotici” propinate da medici, informazione, moda e quanto altro serve al giorno d’oggi ad alimentare le multinazionali, vere padrone del mondo e del futuro dei nostri figli.

 

A parte la “mancanza” di tempo per fare figli, oggi e non solo oggi, cioè da quando qualcuno ha sviluppato il business della “vita a comando” tempestandoci di medicinali, forse appunto perchè è un affare per tutti più che per i genitori, i bambini che nascono, “benessere” dei genitori permettendo, sopravvivono a qualsiasi malattia e non perchè sono più forti di natura, ma perchè sono gonfiati con “mangime” specifico e “trattamenti” simili a quelli che si fanno agli animali da allevamento o a piante da frutto. 

  

Quando nacquero i miei figli, io e mia moglie eravamo giovani, 25-30anni e l’ingenuità era tanta; eravamo convinti che i figli fossero solo nostri, ma ci accorgemmo presto che in classifica eravamo ultimi, anzi eravamo solo coloro che contribuivano alle varie “istituzioni” sociali: - tra pannolini, latte in polvere, cibi particolari e medicine, prescritti da “onestissimi” e capaci pediatri, abbigliamenti costosi per non far emarginare le nostre creature e man mano che crescevano si doveva spendere sempre di più, cercando sempre comunque di trovare un compromesso con le possibilità. 


La scuola dalla materna all’università , lo sport, i passatempi, sono un super business per tutti, di cui i nostri figli sono la “merce” di scambio.

Dire al mister del calcio che tuo figlio deve prima fare bene a scuola, sembrerebbe un’assurdità nell’ambito dello sport; spiegare al docente che più che il suo stipendio e le gite, è importante il profitto di tuo figlio, è una bestemmia nell’ambito della scuola; dire al tuo medico che tuo figlio prima o poi dovrà  vivere senza medicinali o integratori, ti farà sentire come un’irresponsabile parsimonioso, dato che le medicine efficaci non le passa certo l’assistenza e le meno efficaci mutuabili non sono per niente gratis.


Certo che seguire i sistemi antichi della nonna e del nonno, per chi li conosce ancora, spiazzerebbe buona parte dei sucitati filantropi.

  

Gli alberi da legna per ardere come il carpino o il faggio, se sono cresciuti esposti in pieno sole e su terreni grassi, il loro legno non sarà mai compatto, resistente e con una resa in calorie come invece sarà per le piante cresciute con bassa insolazione e su terra magra; il ciclo vitale sarà più lungo per quest’ultime e la loro forza supererà  tante malattie e carenze.   dsc05440-ai-limiti-del-bosco-di-carpini-faggi-e-noci-da-legno-circa-2200-piante.JPG 


Imparare a saper soffrire da giovani, al contrario di ciò che si pensa, tempra il fisico ed il carattere, esempio: - aiutare i genitori; studiare; lavorare; fare sport. 


Quelle palestre affollate non irrobustiscono altro che i conti in banca dei gestori; la tragedia è che tutti lo sappiamo, ma è la moda e non puoi ignorarla per non essere emarginato. 


Mi viene in mente mia figlia a 9 anni, quando mi chiese se poteva avere il suo conto corrente, dato che dei signori di una banca erano passati in scuola per raccogliere adesioni (pensate un pò a cosa erano arrivati direttori scolastici e banchieri), praticamente per irretire i bambini: - dissi a mia figlia che purtroppo lei aveva un papà diverso da quelli dei suoi compagni che avevano aderito al progetto, che non le sarebbe mai mancato nulla del vero necessario e che quella moda non avrebbe portato a niente di buono. 


Le dissi anche che anzichè seguire una moda, sarebbe stato più intelligente, costruttivo e meno costoso crearla; ad esempio portare o esibire con disinvoltura una qualsiasi cosa fatta da lei, poteva diventare una moda. Dopo qualche giorno, mi disse tutta raggiante: - avevi ragione papà e mi racconta delle sue amiche che avrebbero copiato un suo vezzo. 

Si parlava di anticorpi necessari per la propria immunità: - per migliaia di anni l’uomo non ha avuto saponi o antisettici e certo che la mortalità era alta, ma la esagerata e maniacale pulizia non è assolutamente positiva perchè quell’esercito di anticorpi (ammesso si sia formato) a guardia del nostro fisico, non dovendo lavorare quasi mai, verrà licenziato dal nostro corpo e quando servirà, il soggetto sarà  in balia dei “predatori”. 


Il possessore di un personal computer può decidere di non acquistare l’antivirus per proteggerlo e finchè non si collegherà  in rete, non dovrà  temere nulla, nessun virus potrà  entrare nel suo PC, ma appena avrà  bisogno di inserire una memoria esterna avuta da qualcuno o collegarsi ad internet, saranno “dolori”.

 

Il mi povero papà , io, mio figlio e mio fratello secondo, siamo sempre stati allergici alle punture delle vespe, chi più, chi meno; mio fratello è stato in pericolo di vita ben due volte per lo shock anafilattico provocato da punture di vespe. Quando feci il militare, il maresciallo mi fece revisionare delle cassette di derivazione elettrica che però erano piene di nidi di vespe; spiegai la mia allergia, ma lui mi insegnò come annientarle: - prese un oliatore a pompetta e lo riempì di gasolio, poi mivespe-adattate.JPG disse di aspettare la sera o la mattina presto per poterle prendere tutte con una nebulizzata di gasolio ben assestata. In effetti funzionava veramente, in tre secondi erano morte.

 

Quando ritornai alla vita civile, dato che spesso facevo l’antennista, oltre all’elettricista, mi portavo sempre appresso la pompetta di gasolio e sui tetti mi difesi sempre bene. Poi per anni non ebbi più di questi problemi, ma avendo fatto una legnaia in pieno sole, a fianco del capannone di casa, mi ritrovai con una quantità di nidi di vespe davvero preoccupante e provai ad intervenire come al solito con il gasolio; sembrava che volassero meglio; provai a miscelare di tutto: - benzina; diluente nitro; olio; trielina. Niente da fare, volavano senza problemi. Allora tornai all’antico sistema del fuoco, molto più pericoloso ma sistemai la faccenda. Non riuscivo a capire come mai con il gasolio non funzionasse; le vespe non potevano essere diverse e nemmeno il gasolio. 

  Un giorno a casa di mio fratello provai ancora a neutralizzare le vespe con il gasolio e caso molto strano il sistema li, funzionava.


Mi venne in mente solo allora cosa poteva essere successo: la mia casa è sulla linea di atterraggio degli aerei della base, a circa due chilometri dalla pista ed il kerosene avio scaricato o incombusto dagli stessi, ha fatto adattare gradualmente le vespe agli idrocarburi e questo è un altro grande problema, che noi viviamo o meno all’aperto in queste zone!

  

Intanto “l’industria” della sanità  fa passi da gigante! per chi, lo sappiamo!


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