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IL “GIARDINO DELLA SERENISSIMA” DEVE FARE CASSA

Ancora all’epoca degli antichi romani venivano costruite grandi vie di comunicazione che ancora oggi, anche se molto ammodernate, sono funzionali ed indispensabili. Quando vengono adattate e riparate è sempre un pò tardi. Soprattutto questo succede dove l’intensificazione Canale della Pietà.JPGesagerata del traffico è tale che i vari enti preposti non riescono, o per iter burocratici, o per scelte politiche, o per incapacità degli addetti ai lavori, a soddisfare al fabbisogno del contribuente.

Il contribuente dovrebbe essere quel tale che versando un importo stabilito dallo stato, acquisisce il diritto ad usufruire delle infrastrutture create dal succitato stato, atte ad agevolare il “libero” transito di tutti i veicoli ed autoveicoli. Di questi tempi, in Italia abbiamo assistito a cose allucinanti per quanto riguarda quel diritto a percorrere la penisola in modo veloce e sicuro: - cantieri perenni e deserti allo stesso modo; - strade ed autostrade bloccate da incidenti o da eventi atmosferici, con ritardi di allerta spaventosi, inoltre in totale mancanza di segnalazioni ed indicazioni di vie alternative, come quando tutti fiduciosi, entriamo in autostrada, e nessuno ci avvisa che è intasata o che è bloccata dai motivi succitati, con la sorpresa poi che devi pagare anche un servizio che non hai avuto, anzi ti ha danneggiato; si potrebbe chiedere cosa ne pensano coloro che sono stati “sequestrati” alcuni anni fa nell’autostrada del sole, prigionieri della neve; - vere trappole, come quelle semaforiche e quì si dovrebbe aprire un argomento solo per poter elencare tutte le nefandezze e le vigliaccate perpetrate verso l’utente della strada. Nel nostro paese non esiste il servizio per le varie utenze, bensì esiste il servizio opposto: - tutti i contribuenti dovrebbero farsi carico del mantenimento di tutto l’apparato statale e paraschiesetta-della-pieta.JPGtatale, ma soprattutto in funzione delle persone fisiche che compongono i vari quadri dirigenziali e personale “addetto ma poco presente”. Dissi ai miei figli, quando erano piccoli, che forse non loro ma sicuramente i miei nipoti si sarebbero messi in coda con le loro auto già  appena fuori del cancello di casa e che la cosa più importante sarebbe stata, versare i vari contributi e balzelli per tenere in vita un sistema sempre più marcio che produce poco, rispetto a ciò che riceve. Da ragazzo, quando apprendista elettricista, assistetti allo studio di una modifica all’impianto semaforico (il primo installato nel “Giardino della Serenissima”); mi ricordo con quanta cura il vigile urbano e l’elettricista anziano Angelo, studiavano i particolari ed i tempi da assegnare alle varie fasi del ciclo, per rendere agevole l’incrocio a tutti; il tutto era gestito in elettromeccanica, mentre ora c’è molta elettronica e come programmazione dovrebbe essere abbastanza più semplice e affidabile rispetto a quegli anni.

Ritengo di avere una buona esperienza sulla viabilità in genere, avendo lavorato come artigiano in tutta Italia ed anche all’estero, di chilometri ne ho percorsi parecchi e la sensazione che provai qualche anno fa e che provo ogni volta che devo percorrere la Statale 13, a Sacile in Viale della Repubblica, dopo l’intallazione della nuova semaforica, mi ha sempre tormentato: - non è concepibile che per percorrere poco più di un chilometro, questa più o meno è la distanza che intercorre fra il semaforo di San Liberale e il quarto semaforo con incrocio per Caneva, si impieghi alle volte anche un quarto d’ora, specie provenendo da Aviano; lo stesso tempo che serve per percorrere tutta la circonvallazione di Pordenone che è di molto più lunga e con il doppio dei semafori; non parliamo poi se devi girare a sinistra provenendo da Sarone; se lo fai una volta nelle ore di punta, capisci che ti conviene entrare in centro e percorrere le due alternative che hai: - la circonvallazione sud o il centro stesso (Campo Marzio > Contrada dell’Oca > Viale Trieste); praticamente la freccia verde a sinistra del semaforo ha lo stesso tempo dell’attraversamento dell’incrocio, pertanto quando torna rosso, se dal centro proviene un forte flusso di automezzi, tu rimani la, e dponte-della-vittoria.JPGopo al prossimo verde ancora la, e poi ancora; sopratutto non puoi cambiare corsia.

Ritornando al mio percorso usuale, più volte ho fatto la prova, provenendo da Aviano per Sacile ovest, percorrendo un tragitto più lungo come la circonvallazione sud o anche il centro, con il risultato che quasi sempre ci mettevo meno del tempo che serviva per fare il Viale della Repubblica.

Le circonvallazioni furono ideate “anche” per agevolare il traffico di passaggio e non per irritare chi è obbligato a percorrerle ed avvelenare gli abitanti che devono respirare i gas di scarico!

Un’altra trappola è il parcheggio con disco orario e ciò che ho visto ha dell’incredibile: - un sabato pomeriggio di qualche anno fa mi recai a Sacile per assistere alla partita di calcio che si svolgeva al campo sportivo in viale Martiri Sfriso e parcheggiai nel viale; a fine partita chiesi ad un mio amico perchè tante persone corressero verso l’uscita; - mi disse che andavano via prima che i vigili urbani facessero loro la multa per il disco orario scaduto, al che mi precipitai, io non l’avevo neppure esposto; era una segnalazione recente e non me n’ero accorto. Riuscii a portare via l’auto da sotto il naso dei vigili che staccavano multe a “manetta”. Riflettendo mi resi conto che era una vera carognata ciò che era successo: - il campo sportivo non possiede parcheggi propri, pertanto i giocatori e gli addetti che devono intrattenersi al campo anche per più di tre ore, non trovando parcheggi liberi (il più vicino è ad un chilometro circa) e quelli a pagamento, ammesso che ce ne siano a sufficienza, sarebbero abbastanza cari, o vengono in bicicletta od organizzano un pullman; ma ammettendo che fossero sufficienti per loro, di sicuro non lo sarebbero per gli spettatori che devono intrattenersi solo un paio d’ore e guarda caso il tempo-disco era solo di 90 minuti. Quel che è peggio è stato vedere i vigili che come dei “pescatori di frodo autorizzati” ritiravano le “nasse”.

Circa sei anni fa ricevetti via posta una contravvenzione sempre dai vigili di Sacile, per aver parcheggiato l’auto in posto non autorizzato; portava la data di tre mesi prima, così feci una ricerca sul mio rapporto di lavoro di quel periodo per capire dove, come e quando avrei potuto fare tale infrazione; risultò che io e mio figlio, quella sera alle ore 17,50 (l’ora riportata sulla multa) eravamo a Pordenone a ritirare dal concessionario l’auto interessata che aveva passato il tagliando di manutenzione.

Però mi venne in mente che una mezz’ora più tardi ci passai per Sacile, per delle commissioni e mi fermai un’attimo di fronte all’edicola di via Martiri Sfriso, dove avrei commesso l’infrazione, per prendere il giornale; risalii subito e me ne andai. Ciò voleva dire che in quell’attimo, “qualcuno” tanto zelante, avrebbe potuto prendere il numero della targa passando di la in corsa, senza rilasciare nessuna notifica e avrebbe redatto la contravvenzione, sbagliando a scrivere l’ora. Decisi di telefonare al comando dei vigili urbani di Sacile e spiegai che a quell’ora non poteva trattarsi della mia auto per i suddetti motivi, omettendo ovviamente di essere poi passato di la. L’interlocutore mi disse che mi avrebbe richiamato a breve e così fu; la frase che sentii: - scusi tanto, c’è stato un errore di numero di targa. Poco credibile direi, perchè nella contravvenzione era riportato anche il tipo di automobile e se non sbaglio anche il colore. Cosa piuttosto unica, non sembra?Il giardino della serenissima

Che dire d’estate, in occasione della “Sagra dei Osei”, chiudono completamente le vie del centro e fanno pagare un biglietto d’ingresso già dal sabato sera; certo che far pagare il biglietto a chi deve recarsi alla Santa Messa o a fare una qualsiasi commissione è proprio un’azione da paese “molto democratico”. Quello che fa indignare di più è che per l’interesse di pochi si possa calpestare il diritto di tutti coloro che convinti che pagando le tasse, possano ricevere in cambio un modo di vivere civile e non un continuo destreggiarsi in mezzo ad “accattoni” dichiarati e no.

Ma è poi così difficile riservare delle aree come si fa con le fiere?

A proposito di “rotonde”, visto che a Sacile non piacciono: - ci voleva l’Europa per insegnare ai primi grandi costruttori di strade al mondo (vedi le vie ancora esistenti degli antichi romani) che con una “rotonda” si riesce a far circolare tutti, nessuno rimane fermo, abbassando di molto il rischio di scontri frontali e collisioni. Erano anni che speravo in questa soluzione. In Francia già  più di trent’anni fa erano numerose e non serviva espropriare ettari di terreno per farne una. Ma forse è proprio per questo motivo che in Italia non volevano farle!

E sì che era una soluzione alla portata di tutti, bastava guardare come fa un liquido a scendere in un imbuto o in uno scarico!


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