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LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

Da bambino non ebbi molte occasioni per conoscere bene i miei nonni, però devo dire che conobbi diverse persone della loro età ed ebbi modo di dialogare con loro, di interrogarli su come fosse la vita quando erano giovani. Sicuramente da quasi tutti ebbi un’opinione non tanto rosea, parlo degli anni in cui il Friuli e il Veneto erano sotto il dominio austroungarico, non erano certo anni di vacche grasse, però non ricordo di nessuno che mi avesse parlato di grandi vigliaccate o di tasse così esose da dipingere nella mia testa un’immagine tanto negativa del potere di quel tempo, come purtroppo è così, in riferimento ai giorni nostri.
Questa considerazione mi è venuta quasi spontanea in questi giorni, riflettendo sul mio stato di neononno e di come dovrebbe essere il mio rapporto con mio nipote; di come trasmettere a lui le mie conoscenze senza però andare fuori dai binari di un’educazione seria e responsabile.
Credetemi, sono sconvolto dalla consapevolezza che da qualsiasi lato che io pensi di iniziare il progetto di cui sopra, mi ritrovo davanti l’incognita che nasce dal rapporto che tutti noi, volenti o nolenti, dobbiamo affrontare nella nostra “bellissima” ITALIA, con il nostro “prossimo”. Se uno è stato educato a rispettare le regole e le persone, viene preso a pesci in faccia da chiunque, come se l’educazione fosse considerata dalla maggior parte della popolazione una debolezza.
A questo riguardo mi viene in mente un’indagine giornalistica di parecchi anni fa, di un quesito posto a un campione di un migliaio di mamme, nel quale si chiedeva loro se avessero preferito che i loro figli crescessero furbi oppure onesti. Ebbene tutte quante risposero senza riflettere un solo attimo, che avrebbero desiderato i loro figli furbi, senza minimamente soffermarsi su cosa è il contrario di onesto e cosa è il contrario di furbo ed è meglio che chiarisca subito la cosa: - l’onesto cerca il suo interesse rispettando gli altri, mentre il furbo fa lo stesso usando stratagemmi per “fregare” gli altri.
Purtroppo io sono stato educato da genitori che uscivano dall’ultimo conflitto mondiale e dal fascismo; devo dire che gli ingredienti base per educare erano le punizioni corporali e le privazioni, guarda caso l’esatto opposto di come va ai nostri giorni. Penso che una persona può trasmettere una buona educazione, solo se l’ha ricevuta, almeno nella maggior parte dei casi. Gli eccessi non hanno prodotto niente di positivo, però se l’educazione la possiamo considerare una limitazione delle esuberanze di un essere umano, è forse più sicuro un atteggiamento intransigente piuttosto che permissivo.
Se qualcuno ha dei dubbi al riguardo, prima deve chiedersi se è un genitore e poi andare a leggersi i necrologi delle stragi del sabato sera. Di sicuro che se una persona non è un genitore e magari è un gestore di discoteche, oppure un politico che abbisogna di liquidi, non ci vedrà nessun motivo per cui le cose debbano migliorare nel senso della sicurezza per i giovani.
Ritornando al mio dilemma, cioè trasmettere a mio nipote ciò che io ho appreso dai miei genitori, oppure allinearmi con i tempi che corrono. Di certo i suoi genitori hanno il ruolo più importante come educatori, ma il ritmo della vita che purtroppo oggi bisogna tenere, potrebbe lasciare poco tempo a loro per essere sempre presenti ed è per questo che penso, noi nonni ci dobbiamo attivare a compensare le eventuali necessità. Ovviamente non parlo, ne di denaro, ne di caramelle, ma di qualcosa che sia veramente utile alla crescita e all’avvenire del bambino; non dovrebbe crescere “furbo od onesto”, ma piuttosto leale verso se stesso e verso il prossimo, cioè non fare del male a se stesso e agli altri.
Il buon agricoltore se vuole ottenere un buon raccolto, deve dare alla terra solo ciò di cui necessita e niente altro, ne troppo, ne troppo poco, ma la cura e l’impegno dovrà  abbondare. Forse è proprio quì il problema, forse si è persa con il passare del tempo quella filosofia contadina che da sempre ha regolato il mondo.
Io sono sicuro che non è troppo tardi per darci una regolata, dovremmo vedere più in la del nostro naso, vedere anche il mondo in cui dovranno vivere i nostri figli e nipoti. Raccontarci frottole oramai non ha più senso, abbiamo raschiato il fondo del barile con il cercare solo i nostri interessi privati, eleggendo solo chi ci farà dei favoritismi.
Purtroppo la democrazia come va  ora è una cosa assurda. Dovrebbe portare ad un bene comune, invece crea lacerazioni nei rapporti fra i cittadini, tanto da trasformarla in anarchia. La vera libertà  democratica di una persona può e deve arrivare fino a dove inizia quella del suo prossimo, ma in ogni caso qualsiasi passo che uno fa, non deve mai ledere i diritti altrui ed è per questo che è quasi assurdo pensare che un giorno si arriverà a tanto.

C’è sempre quella paura che ci tocchi il ruolo di fessi.
Coraggio gente, coraggio.

LA PAZIENZA E’ FINITA

 Mi rivolgo ad un ipotetico Sig. Direttore, giusto per avere qualcuno con cui aprire e chiudere in fretta un argomento che non mi da proprio più pace, nella speranza che poi il tormento che ho dentro si attenui.

“La prova del nove”.

Nel comune in cui risiedo, attualmente è insediata una giunta di centro, vecchio stampo, capitanata da un sindaco pure lui vecchio stampo ma non poi tanto vecchio d’età , di quegli svezzati in politica negli anni ottanta. Tanto per essere chiari, di quelli che camminavano sul filo del rasoio, tanto da avere avuto quasi tutti il privilegio di conoscere e di “frequentare” le patrie galere, veri atenei con una unica facoltà  che specializza i loro iscritti, nei settori più disparati della delinquenza e della criminalità .
La prima cosa che fece il sindaco dopo l’elezione, fu l’acquisto, ovviamente con denaro pubblico, di tante bandiere Tricolori, quante erano le famiglie risiedenti nel comune, con lo scopo di donarle loro, previo il prelievo delle bandiere da parte delle stesse, con dovuto rilascio delle generalità. Veramente una bella trovata e purtroppo ancora oggi, la maggior parte della gente non ha capito che il piccolo “Napoleone” aveva la necessità  di sapere su quante famiglie avrebbe potuto contare. In pratica si è fatto beffe dei contribuenti facendo una sorta di “prova del nove” sulla sua elezione.
A distanza di qualche anno dal loro insediamento non sono arrivati a fare quasi niente di ciò che era il loro programma, ma non è una novità , anche i precedenti non si sono ammazzati di lavoro.
Chissà se dal numero di bandiere che sono state prelevate dalle famiglie del comune, il sig. Sindaco ha tratto una certa rassicurazione sui consensi dei cittadini?
Dai lavori che sono in corso d’opera, poca roba, sembrerebbe di si.
Chissà se quelle famiglie che non hanno ritirato le bandiere tricolori, saranno riuscite ad ottenere qualche concessione edilizia sui loro terreni o altre concessioni comunali di altro genere?
Qualcuno dirà che sono troppo pessimista ma vi assicuro che dopo aver augurato, in questo comune, a ben 4 sindaci in susseguenza e un geometra comunale di finire in carcere per le loro “azioni lecite”, puntualmente vederli finire dentro davvero e poi addirittura vedere anche uno di questi 4 “eroi” farsi rieleggere sindaco, mi vien da pensare che veramente, ognuno in questo paese ha ciò che si merita e che il popolo è proprio “bue”, oppure …
Io ovviamente non ho ritirato il tricolore ed esponendomi con questo scritto peggioro oltremodo la situazione di mio figlio. A me oramai non possono più fare nulla, anzi saranno loro che dovranno, d’ora in poi, stare attenti a come si muovono, dato che ho scoperto, proprio da qualche tempo, un nuovo ruolo per i nonni vigile, ai quali non servirà  più la paletta rossa e verde per far attraversare la strada ai bambini, ma basterà solo un taccuino su cui prendere appunti su come si muovono e come operano i dipendenti pubblici, i nostri dipendenti ai quali noi facciamo le paghe.
Io penso che solo così facendo noi potremmo migliorare questo mondo in cui viviamo, per dare ai nostri figli e ai nostri nipoti un futuro più sereno.
A momenti dimenticavo il Tricolore: - Sig. sindaco, visto che i tricolori li ha acquistati con i nostri soldi, forse potrebbe mandarli assieme all’ICI, ad ogni famiglia che ancora non l’ha ricevuto, magari tramite i vigili urbani, che oramai non fanno altro che gli esattori, come quei due che tante sere, all’ora che la gente rincasa dal lavoro, si appostano per alleggerire le tasche di chi lavora sul serio.

Cordiali saluti con l’augurio di un domani meno sporco.

Inverno